Tour de France, il caso Boom

Comincia male il Tour de France per la Astana di Vincenzo Nibali. Già nell’occhio del ciclone per tutto l’inverno per la possibile revoca della licenza World Tour, la squadra kazaka è tornata sotto attacco per una questione che non ha nulla a che vedere con il doping ma che ha fatto scoppiare mille polemiche.

Gli esami effettuati alla vigilia della partenza odierna hanno evidenziato un basso livello di cortisolo per Lars Boom. Non è un indice di doping e per i regolamenti ufficiali dell’Uci Boom può correre senza nessun problema. Ma la Astana è una delle squadre che fanno parte del Movimento per un Ciclismo Credibile che impone regole ancora più strette alle squadre che scelgono volontariamente di farne parte. Per il regolamento del MPCC Lars Boom non potrebbe partire per tutelare la salute dell’atleta stesso.

La Astana ha però deciso di ignorare il regolamento del MPCC e di far correre ugualmente Lars Boom dopo aver invano chiesto di sostituire il corridore con Vanotti quando ormai i tempi per cambiare schieramento erano scaduti.

Per le regole ufficiali dell’Uci nessun problema, ma il caso ovviamente ha scatenato mille polemiche riguardando una squadra come la Astana che in passato ha avuto tanti problemi. Vinokourov ha rilasciato una dichiarazione un po’ sprezzante, in cui rinnega il regolamento del MPCC a cui ha iscritto volontariamente la sua squadra: “Boom correrà, le regole del MPCC non hanno nessun valore giuridico”.

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