Davide Formolo: Lo sognavo da 22 anni

All’interno 10 interviste – E’ nato un nuovo campione? La vittoria di oggi a La Spezia di Davide Formolo è la consacrazione di un talento straordinario, che ad appena 22 anni è già in grado di lottare con i più forti pur in una squadra che sta passando una stagione davvero difficile. Formolo è classe e testa, gambe e mentalità da corridore vero e siamo certi che non si perderà. Non amiamo particolarmente i paragoni, ma rivediamo in Formolo un nuovo Ivan Basso con in più quel pizzico di brio che non guasta, anzi. Mettiamo l’accento anche sul fatto che Formolo ha deciso di testa sua di attaccare, non ha atteso istruzioni, non si è fatto telecomandare dall’ammiraglia, una cosa non secondaria per un ragazzo di 22 anni.

Ma la tappa di La Spezia, davvero intensa e bellissima, ha detto molto altro: la fuga che ha preso quasi dieci minuti rischiando di trasformarsi in un bidone e la Tinkoff che è andata ad inseguire pur avendo davanti Kreuziger, l’unico vero pericolo della fuga, il corridore che poteva far cambiare la storia della corsa. Una situazione strategica che ha dato da pensare. Ci ha sorpreso anche l’attendismo della Sky che stava rischiando grosso con Kreuziger ma anche Cataldo davanti di quasi dieci minuti. E poi la Astana e Fabio Aru, davvero forti e determinati, e le difficoltà di Uran di pari passo con quelle della sua squadra che avevamo detto fin dall’inizio essere tecnicamente inadeguata ad un grande giro.

Ecco tutte le interviste al termine della tappa.

Davide Formolo, Cannondale Garmin: “Sono sorpreso di vincere. Ho 22 anni e sognavo tutto questo da 22 anni. E’ stata una giornata davvero difficili, sempre salite e discese, mai pianura. In fuga siamo sempre andati forte tranne che nelle discese. E’ stata davvero dura ma sono così contento per me e per la squadra”.

Charly Wegelius, Ds Cannondale Garmin: “Formolo ha fatto tutto da solo. Ha deciso lui di attaccare. Ha corso con tanta classe, è un grande risultato”.

Alberto Contador: “E’ stata una giornata realmente dura. La fuga era numerosa e noi avevamo Kreuziger che ci dava tranquillità. La Astana non voleva sorprese ed ha imposto un ritmo forsennato su tutti i terreni, salita, discesa, pianura. Il gruppo si è molto ridotto. Nel finale abbiamo ripreso Kreuziger ed ho visto che Uran era staccato, allora gli ho chiesto di lavorare per guadagnare più terreno possibile”.

Una super Astana
Una super Astana

Richie Porte, Team Sky: “E’ stata di gran lunga la tappa più dura finora. Penso che la Astana oggi è stata assolutamente incredibile. Molto impressionante. Credo che senza di loro forse la corsa sarebbe stata già persa.”

Dario Cioni, Ds Sky: “E’ stata una giornata piuttosto impegnativa. E’ stato in effetti molto difficile seguire quello che stava succedendo, a volte non abbiamo avuto le informazioni rapidamente da radio corsa. Stavano diventando tutti un po’ nervosi. Anche i velocisti sono stati sempre molto nervosi, con il tempo massimo che non era molto oggi. Avrebbe potuto essere una situazione difficile per un sacco di gente. Penso che sia stata una combinazione di fattori che hanno portato al fatto che è stata una giornata così difficile. Ieri e oggi sono state tappe davvero difficili. In parte è stato per il percorso e le strade davvero tortuose. Se la corsa fosse stata su strade diritte e larghe la selezione sarebbe stata molta meno. Domani potrebbe andare in due modi. O tutti sono stanchi di oggi e lo prendono con più tranquillità o sarà un’altra giornata davvero selettiva.”

Rigoberto Uran, Etixx Quickstep: “E’ stata una giornata difficile, la corsa è stata molto veloce. Quando la Astana ha fatto il ritmo negli ultimi 65 km sono stato in grado di restare sulla ruota. Tutto andava bene, ma nell’ultima salita ho sofferto un po’ e non non sono riuscito a seguire Aru quando ha accelerato. A quel punto ho cercato di impostare il mio ritmo e perdere il meno tempo possibile. Non è stata una giornata super per me, ma domani è un altro giorno. La salita di Abetone è un diverso tipo di scalata così vedremo come andranno le cose domani”.

Davide Bramati, Ds Etixx Quickstep: “Oggi abbiamo perso Gianni Meersman, il che significa che abbiamo due uomini in meno dopo quattro tappe. Questo non è davvero il modo migliore per iniziare il Giro. Rigo ha sofferto un po’. Ma il Giro è lungo tre settimane. I ragazzi si sono impegnati, e, naturalmente, Rigo ha lavorato duramente per fare bene in questa tappa. Domani ci sarà da aspettare e vedere cosa può accadere”

Simon Clarke: “E’ un momento speciale. Sono orgoglioso di aver mantenuto la maglia rosa nella squadra. E’ stato un inizio di Giro d’Italia fantastico per noi. Io e Chaves abbiamo dovuto correre in maniera intelligente oggi perchè avevamo già la fuga di ieri nelle gambe ed avremmo potuto pagare dazio. Abbiamo risparmiato energie quando ci sono stati degli attacchi e la fuga si è spezzata. Quando siamo stati raggiunti dagli uomini di classifica noi due siamo stati tra i pochi corridori della fuga a riuscire a tenere il passo”.

Giovanni Visconti, Movistar: “Possiamo dire di aver perso un’occasione. Non pensavo che l’attacco di Formolo potesse essere decisivo, è partito a due km dalla salita, sembrava un suicidio con tutti gli altri a tirare. Io pensavo di arrivare sulla salita e poi provare. Ho attaccato pensando di riprenderlo, ma non c’è niente da dire, ha tenuto molto bene e bisogna solo applaudire il suo coraggio. Se fossi partito con lui forse sarebbe andata diversamente ma non bisogna stare qui a lamentarsi. Domani potrei riprovarci, conosco bene la salita dell’Abetone, è vicino a casa mia e mi sento in gran forma”

Przemislaw Niemiec, Lampre Merida: “La corsa è stata molto intensa, sapevamo che la tappa avrebbe potuto essere insidiosa e infatti oggi c’è stata grandissima selezione. Sul Passo del Termine, quando l’Astana ha preso la testa del gruppo, ho pensato a difendermi, sapendo che se avessi perso contatto avrei rischiato di accusare un distacco molto pesante. L’ultima salita non mi ha consentito di rimanere con i primi, ho accusato la fatica accumulata lungo un percorso a me non molto congeniale, ma ho provato comunque a stringere i denti”.

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