Giro d’Italia, le salite inedite

Il Giro d’Italia è sempre stata la corsa a tappe più pronta a lanciare nuove salite. Basti pensare al Mortirolo, allo Zoncolan, al Plan de Corones e al Colle delle Finestre. Salite sconosciute fino agli anni ottanta, alcune anche novanta, ed ora a tutti gli effetti tra le montagne simbolo della corsa rosa e ambitissime da tutti i pedalatori.

E’ quindi immaginabile che seguendo questa politica tra qualche anno ci saranno molte nuove grandi salite ad affiancarsi a quelle storiche. Abbiamo raccolto un po’ di informazioni, dati, notizie, cercando di immaginare quali saranno le salite nuove che potranno entrare di diritto nella storia del Giro d’Italia nelle prossime edizioni.

Ecco la nostra classifica delle salite inedite del Giro d’Italia

1 – Monte Padrio – E’ la salita gemella del Mortirolo. Parte da Lombro, in alta val Camonica, misura poco più di 9 km con una pendenza media del 10% e strappi sul 20%. In una delle prossime edizioni del Giro d’Italia potrebbe debuttare in una tappa con il Mortirolo dal classico versante valtellinese, discesa in Val Camonica e salita del Monte Padrio con arrivo all’Aprica. Sarebbe un tappone clamoroso che decreterebbe il Padrio come uno dei nuovi totem del Giro d’Italia.

2 Monte Crostis – Il Crostis al Giro d’Italia avrebbe dovuto esserci già nel 2011, poi la scalata saltò all’ultimo momento per una serie di vicende legate alla sicurezza, ma anche alla regolarità della corsa visto che per diversi km i corridori non sarebbero stati seguiti dalle ammiraglie. E’ una montagna friulana dirimpettaia dello Zoncolan, davvero dura e suggestiva, una decina di km al 9%. La salita termina con un suggestivo tratto di una decina di km in quota, una panoramica da brividi. Riproporre quella famosa tappa con Crostis e Zoncolan sarebbe uno spot straordinario per il Giro e un giusto riconoscimento ai friulani che già nel 2011 fecero un lavoro straordinario per cercare di mandare in scena la tappa.

3 Colle Nivolet – E’ uno dei passi più alti d’Europa con i suoi oltre 2600 metri. Ma anche una delle strade di montagna più spettacolari per l’incomparabile natura del Parco del Gran Paradiso. E’ una salita incredibile per lunghezza e bellezza, sono una quarantina di km che salgono passando per Ceresole Reale e poi salendo ancora per una spettacolare sequenza di tornanti tra le montagne. Non è un approdo facile per una corsa come il Giro d’Italia. Per l’altitudine, che spesso costringe ad un’apertura molto ritardata della strada, ma anche gli spazi non proprio adatti per una corsa come il Giro, e perchè la salita è all’interno del parco del Gran Paradiso. Non diventerà una salita classica da fare più volte con il passare degli anni, ma per la bellezza e l’unicità il Nivolet meriterebbe un tentativo e una collaborazione tra l’ente del Parco e RCS.

4 – Val Resia Sella Carnizza – Un’altra salita friulana. Del resto il Friuli è la regione più vivace nelle sue proposte all’organizzazione del Giro d’Italia e c’è da giurare che, dopo un anno di pausa in questo 2015, nelle edizioni successive ci saranno tante salite friulane, vecchie e nuove. La salita di Sella Carnizza è nella parte alta della Val Resia. Non è particolarmente lunga, neanche 7 km, ma dopo un inizio normale si inerpica al 13% di media negli ultimi 4 km. Sembra che ci siano buone possibilità perchè Sella Carnizza entri nel Giro nella prossima ondata di tappe friulane.

5 – Punta Veleno – Salita terribile, tra le più difficili d’Europa per pendenze estreme. E’ già stata affrontata al Giro del Trentino, mai al Giro d’Italia. L’arrivo propone qualche difficoltà organizzativa per la carovana del Giro d’Italia. La salita è incredibilmente dura, 8 km con una media del 12.5% e punte davvero velenose al 20%. Ma è soprattutto la costanza delle pendenze a fare male: fino ad un km e mezzo dall’arrivo siamo quasi sempre sul 15%, poi il finale è decisamente più facile e smorza un po’ il dato della pendenza media.

6 – Zoncolan da Priola – Ancora Friuli. Questa è la terza via per lo Zoncolan. Possiamo considerarla una mezza inedita, perchè gli ultimi 3 km sono in comune con la salita che parte da Sutrio, quella affrontata nel 2003. Tanto per non sbagliare è una salita terribile, se possibile anche peggio di quella di Ovaro, il versante classico del Kaiser. E’ la salita più corta, 9 km scarsi, e quella con la pendenza media più alta, 12.8%, tra le tre vie d’accesso allo Zoncolan. C’è da scommettere che prima o poi i friulano vorranno completare il trittico dopo aver già proposto Sutrio e Ovaro.

E voi quale salita vorreste veder debuttare al Giro d’Italia? Conoscete altre salite che meriterebbero un arrivo o un passaggio del Giro? Lasciate il vostro commento.

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