Cadel Evans: Un onore e un privilegio

Cadel Evans appende la bici al chiodo. L’ex Campione del Mondo l’aveva annunciato qualche giorno fa e l’ha confermato nella conferenza stampa alla vigilia della corsa di Ponferrada, dove sarà uno dei gregari speciali di Simon Gerrans. Anche nel momento di annunciare il suo addio al grande ciclismo Cadel Evans è stato un signore come pochi: con una lettera aperta ha ringraziato e salutato il mondo del ciclismo, uscendo di scena con eleganza e signorilità. 

“Sì, è la verità, dopo un lungo periodo di riflessione insieme alle persone più vicine, sento che è il momento migliore per concludere il mio percorso nel ciclismo professionistico. E’ stato il viaggio di una vita, più di quanto avrei potuto immaginare quando ho provato per la prima volta l’allegria di andare in bici sulle strade sterrate di Bamyli nel Territorio del Nord. E’ incredibile quanto due ruote possano portare lontano una persona.

Arriveranno altre cose con il tempo, ma ora vorrei ringraziare alcune persone. La mia famiglia e i miei amici, che sono il mio mondo. Agli allenatori con cui ho avuto la fortuna di lavorare, grazie. Alle squadre che ho rappresentato e ai compagni con cui ho corso e con cui mi sono allenato, grazie. Un grazie speciale alla mia ultima squadra, la BMC. Abbiamo avuto fiducia reciproca e abbiamo vinto un Tour de France. Ai miei mentori, loro sanno bene chi sono, grazie. Ai miei sponsor che mi hanno appoggiato nei buoni e nei brutti momenti, grazie. A tutti gli appassionati e alla gente che gioisce nell’andare in bicicletta. Grazie e continuate a pedalare.

Per me questo non è un finale ma l’inizio di un nuovo capitolo della mia vita con il ciclismo. Ed ho ancora alcune corse importanti, dal Mondiale di domenica fino alla Cadel Evans Great Ocean Road Race del 1° febbraio dove concluderò la mia traiettoria nel ciclismo pro.

Ancora grazie, è stato un onore e un privilegio”.

Grazie a te Cadel: è stato un onore e un privilegio per noi poter raccontare in questi anni le tue vittorie più belle, ma soprattutto ammirare i tuoi valori e il tuo modo di intendere lo sport.

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