Under, titolo a Sven Bystrom

All’interno le interviste a tutti gli azzurri – Costruisce l’Australia, finalizza la Norvegia. E’ in sintesi estrema la storia del Mondiale Under 23 di Ponferrada, che ha visto gli australiani controllare la corsa dall’inizio alla fine, ma incapaci di reagire all’attacco sull’ultima salita del norvegese Sven Erik Bystrom. Argento all’australiano Caleb Ewan, bronzo all’altro norvegese Kristoffer Skjerping. Solo sesto il primo degli azzurri, Iuri Filosi.

La corsa è stata molto diversa dalle solite gare frizzanti per under. Una corsa chiusa, con l’Australia sempre a controllare dalle prime fasi con i suoi sei effettivi uno dietro l’altro a guidare il gruppone. Un’Australia alla maniera della Sky, o della Gran Bretagna, per favorire lo sprint di Ewan o una fiammata di Power. La gara è entrata veramente nel vivo nel terzultimo giro, quando il sudafricano Meintjes, pro della MTN, si è portato da solo al comando. Dietro si è formato un gruppetto di una quindicina di uomini, con anche Luca Chirico, Van Der Poel e Kung che è andato a raggiungere il fuggitivo. Ma gli australiani hanno tenuto il loro ritmo continuando km dopo km sempre in testa e andando a riprendere tutti quanti. All’inizio dell’ultimo giro è stato il francese Ledanois a provarci, con la stessa sorte, finchè gli australiani esausti hanno dovuto uno dietro l’altro cedere la testa del gruppo.

L'Australia a guidare il gruppo
L’Australia a guidare il gruppo

La corsa si è così aperta completamente sulla prima salita, dove il colombiano Ramirez è andato all’attacco, inseguito da diversi altri corridori tra cui anche Moscon. Ma l’azzurro è finito per terra in discesa quando sembrava potersi riportare sul battistrada. All’imbocco dell’ultima salitella i corridori più attesi si sono preparati allo scontro finale e il norvegese Bystrom ha fatto la differenza con uno scatto di grande potenza, alla Gilbert. L’attesissimo Power ha subito il colpo ed anche il colombiano Lopez non è riuscito a tenere testa allo scatenato norvegese. Ramirez si è visto superare a doppia velocità da Bystrom che si è buttato in discesa con una decina di secondi di vantaggio e grazie anche alla poca organizzazione del gruppo, ormai orfano degli australiani, è riuscito a tagliare il traguardo con tutto il tempo per festeggiare. Dal gruppo è riemerso Caleb Ewan, il velocista australiano, per una medaglia d’argento amara dopo l’incredibile lavoro di tutta la squadra. Terzo posto per l’altro norvegese Skjerping, con un discreto sesto per Iuri Filosi.

Il percorso si è confermato molto veloce, con la possibilità di una fiammata sulla salitella finale, anche se bisogna ricordare che gli under correvano con minisquadre da sei corridori e dunque meno possibilità di controllare la corsa rispetto ai professionisti. Nonostante questo gli australiani hanno provato questa strategia esagerando probabilmente un po’, anche se poi in verità il capitano Power si era trovato al momento giusto nel posto giusto ed è mancato lui. Gli azzurri hanno fatto una discreta corsa, avrebbero potuto approfittare meglio del momento in cui l’Australia si è disciolta ed ha dato via libera agli scatti, ed è mancato Zurlo, il nostro corridore da volata.

LE INTERVISTE

Gianni Moscon: “Stavo rientrando su Ramirez quando in discesa sono scivolato. Ho fatto di tutto per cercare di restare in piedi ma ormai era troppo tardi. Senza quella caduta chissà come sarebbe andato a finire il mio mondiale… Mi sentivo bene, il mio compito era quello di controllare le fughe nell’ultima parte di gara e tutto stava andando come avevamo previsto ma purtroppo è finita così. Peccato, ci riproveremo l’anno prossimo”.

Federico Zurlo: “Oggi non è stata una delle mie giornate migliori. Sono dispiaciuto perchè è da un anno che sto preparando questo appuntamento; la condizione in questi giorni era perfetta ma purtroppo ho fatto fatica sin dai primi chilometri e non sono riuscito a sbloccarmi. Nell’ultimo giro, quando gli altri hanno accelerato ho provato a stringere i denti ma non c’è stato niente da fare. Oggi le gambe proprio non ne volevano sapere di andare”

Davide Martinelli
Davide Martinelli

Davide Martinelli: “La giornata era molto calda e ha influito anche sul ritmo di corsa. Siamo partiti regolari e così è andata avanti più di metà corsa. Ho parlato con Zurlo e mi ha detto che non si sentiva al top, ma poi al penultimo giro anche io ho sentito un principio di crampi e sulla salita più lunga, a 500 metri dallo scollinamento ho perso le ruote dei migliori. Mi dispiace perché il CT Amadori mi aveva dato molta fiducia e pensavo di potermi inventare qualcosa a meno 2 o 3 giri dall’arrivo. Ma l’Australia ha tenuto la corsa molto chiusa ed era inutile andare all’attacco in quel momento”

Iuri Filosi
Iuri Filosi

Iuri Filosi: “Un po’ di rammarico chiaramente c’è perché oggi stavo veramente bene e all’ultimo giro ci credevo tanto di poter centrare un risultato importante. Quando è partito Moscon all’attacco io sono rimasto lì a fare la guardia, ma è stato davvero sfortunato a cadere in discesa. Peccato! A quel punto mi sono detto che toccava a me. Sulla salita finale sono riuscito a rimanere con i migliori poi negli ultimi metri ha allungato il norvegese io ho scollinato a pochi secondi, pensavo di riuscire a rientrare in discesa, ma non è stato sufficiente. Ci volevano ancora un paio di curve. Sul rettilineo d’arrivo mi ha affiancato Chirico e quando l’ho visto gli ho detto di tirarmi la volata perché mi sentivo molto bene, ma non ho fatto a tempo a dirglielo che si è toccato con un avversario e ha rischiato seriamente di cadere. Allora mi sono messo alla ruota dell’australiano Ewan, che sapevo essere uno dei più veloci e ho fatto la mia volata. Bystrom è stato fortissimo ad arrivare solo e si è meritato questo titolo. A me è mancato qualcosa negli ultimi metri per centrare un piazzamento migliore che poteva essere nelle mie corde. Peccato”

Luca Chirico in fuga
Luca Chirico in fuga

Luca Chirico: “Ci credevo, sentivo di avere nelle gambe la forza per sprintare, in una volata come quella avrei giocato le mie carte. Non posso credere alla sfortuna che ho avuto. Avevo appena parlato con Filosi quando c’è stata quella frenata in gruppo e un corridore alle mie spalle non ha rallentato in tempo. Mi è finito con la ruota addosso al cambio, ho anche rischiato di cadere. Quando ho cercato di riprendere velocità ho trovato la catena immobile sul 21. In quel momento mi è caduto il mondo addosso. Ho visto che un gruppetto piuttosto numeroso stava prendendo il largo, quindi ho pensato di entrarci anch’io. L’Australia non mi sembrava imbattibile, valeva la pena provarci. Quando siamo stati ripresi mancava un giro e l’andatura era altissima. Nella prima salita ho sofferto, poi ho recuperato e in quella in cui è scattato Bystrom ero nuovamente nel gruppo di testa. Stavo bene, volevo una medaglia e sentivo che era alla mia portata. Ho uno spunto veloce, nelle volate ristrette ho buone possibilità. Mi stavo preparando per lo sprint, poi è successo l’imprevedibile. Peccato, oggi andavo davvero forte. Sono molto dispiaciuto anche per la caduta di Moscon, sarebbe stato un grande protagonista di questo mondiale, aveva una gamba eccezionale”

1 Sven Erik Bystrom (Norway) 4:32:39
2 Caleb Ewan (Australia) 0:00:07
3 Kristoffer Skjerping (Norway)
4 Tiesj Benoot (Belgium)
5 Sondre Holst Enger (Norway)
6 Iuri Filosi (Italy)
7 Bohorquez Sanchez (Colombia)
8 Ilya Davidenok (Kazakhstan)
9 Silvio Herklotz (Germany)
10 Mathieu Van Der Poel (Netherlands)
11 Dion Smith (New Zealand)
12 Fabian Lienhard (Switzerland)
13 Tanner Putt (United States Of America)
14 Timo Roosen (Netherlands)
15 Luka Pibernik (Slovenia)
16 Joaquim Silva (Portugal)
17 Odd Christian Eiking (Norway)
18 Miguel Angel Benito Diez (Spain)
19 Owain Doull (Great Britain)
20 Fernando Gaviria Rendon (Colombia)
21 Mike Teunissen (Netherlands)
22 Magnus Cort Nielsen (Denmark)
23 Artem Nych (Russian Federation)
24 Markus Hoelgaard (Norway)
25 Merhawi Kudus Ghebremedhin (Eritrea)
26 Miguel Angel Lopez (Colombia)
27 Thomas Boudat (France)
28 Louis Meintjes (South Africa)
29 Dylan Teuns (Belgium)
30 Sam Oomen (Netherlands).