Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa

Giro d'Italia 2014 Agliè Oropa, altimetria
Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, altimetria

Sabato 24 maggio 14° tappa Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa 164 km

Inizia con la quattordicesima tappa l’ultima parte del Giro d’Italia 2014, quella delle grandi salite. Questa tappa tutta piemontese con il classico arrivo in salita di Oropa è una delle più difficili dell’intera corsa e promette spettacolo, attacchi e verdetti importanti.

Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, la cronotabella

Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, 14° tappa – Il percorso

Giro d'Italia 2014 Agliè Oropa, planimetria
Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, planimetria

Un percorso molto difficile, con tre lunghe salite. La prima metà della tappa, dal Canavese al biellese, è abbastanza semplice, con solo la salitella della Serra di Ivrea, circa 6 km al 5%. In questa fase si svilupperà una fuga di corridori di secondo piano per la classifica. Sarà interessante valutare se qualche big manderà in avanscoperta dei compagni per preparare un attacco verso metà tappa, un azzardo che il percorso consente. La prima salita è infatti la più dura. Dopo 85 km, a Crevacuore, si inizia a salire verso Alpe di Noveis, una salita poco nota ma veramente bella e dura. La strada stretta e ripida si snoda in mezzo al bosco con rapide serpentine. Dopo i primi 3 km abbordabili inizia un lungo tratto terribile, con pendenze che arrivano al 16%, ma soprattutto non mollano mai: per circa 5 km la media è superiore all’11%. In vista dello scollinamento la stradina esce dal bosco e concede un po’ di respiro. Anche la discesa non è da sottovalutare. La strada resta stretta, molto tortuosa e tecnica e con l’insidia dell’attraversamento di un paio di paesini. E’ difficile, ma qualcuno potrebbe anche azzardare un attacco su una salita così selettiva.

Una volta arrivati in fondo alla discesa, a Coggiola, il percorso si fa più facile e all’arrivo mancano ancora 60 km. Per questo chi avrà l’ardire di attaccare sull’Alpe di Noveis dovrà preparare la fuga con qualche compagno mandato in avanscoperta in precedenza. Da Coggiola si risale verso Bielmonte, salita lunga ma abbastanza pedalabile. I primi 5 km portano a Trivero con pendenze sul 5%. Il tratto successivo è il più duro, circa 6 km sulla Panoramica Zegna con pendenze sull’8%. Qui la strada spiana, concede anche una leggera discesa prima degli ultimi 3 km al 6% che portano allo scollinamento di Bielmonte. Mancano ancora 42 km, con una lunga discesa molto più lineare e semplice di quella precedente, che dopo la metà segnata dal paese di Campiglia Cervo diventa un lungo falsopiano in discesa. Finalmente dopo una quindicina di km si arriva di nuovo a Biella. Siamo all’imbocco della salita finale di Oropa. L’inizio è la parte più morbida, fino a poco prima del paese di Favaro. L’attraversamento del paese con un tratto in porfido è la parte più ripida della salita di Oropa, con pendenze fino al 13%, ma da qui in poi la strada non concede più recupero, quasi sempre sull’8-9%.

Due riteniamo siano i punti chiave della tappa: l’Alpe di Noveis e la salita finale di Oropa. Se qualcuno ha gambe e coraggio per muoversi da lontano lo farà sull’Alpe di Noveis, a più di 70 km dall’arrivo. E’ più probabile però che i big escano allo scoperto solo negli ultimi 6 km della salita conclusiva. In ogni caso sarà una tappa molto importante e in cui anche la sola salita finale potrà dare una chiara esposizione dei valori in campo.

Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, 14° tappa – Il territorio

La tappa riparte dal Canavese. Ad Agliè è particolarmente evidente la caratteristica dei castelli piemontesi, non più fortezze ma soprattutto residenze signorili. Il sontuoso ed elegante castello di Agliè, risalente al 1600, è preceduto da due scenografici scaloni e da un vasto parco. L’interno ospita una raccolta pittorica del’Ottocento e reperti archeologici etruschi e romani.

In pochi km si lascia il Canavese per raggiungere Ivrea, città il cui nome è legato soprattutto alla Olivetti. Ivrea si trova sulla Dora Baltea, nel punto in cui il fiume arriva in pianura. Il monumento più caratteristico è il castello quattrocentesco attorno al quale si è sviluppata la città medioevale. Ivrea è circondata da un anfiteatro morenico, la Sella di Ivrea, formatasi con gli accumuli morenici dei ghiacciai valsusini e valdostani. Interessante è la riserva della Bessa, un’antica miniera d’oro a cielo aperto sfruttata dai romani.

La tappa arriva velocemente a Biella. La città è composta da due nuclei, la parte alta di Biella Piazzo di impronta medioevale e quella bassa più moderna di Biella Piano. Molto caratteristiche sono le ripide coste che salgono al Piazzo e al centro di Piazza Cisterna. Nella parte bassa è notevole il complesso del Duomo, del Campanile e soprattutto del Battistero romanico del X secolo. Nelle vicinanze di Biella è da vedere il ricetto di Candelo. Il ricetto è una particolare fortificazione, tipica di questo territorio, un piccolo borgo con case tutte uguali cinto da mura e annesso ad un abitato più grande. Gli abitanti del paese vi si rifugiavano nei casi di pericolo.

Il Santuario Mariano di Oropa è costituito da un grande complesso che si articola nella seicentesca Basilica Antica, nella Chiesa Nuova consacrata nel 1960 oltre a chiostri ed altri edifici, anche se il primo nucleo del Santuario era ben più antico e risalente a prima del Duecento. Nella Basilica Antica si venera la Madonna Nera, portata ad Oropa secondo la tradizione da Sant’Eusebio. Qui operarono anche prestigiosi architetti tra cui Filippo Juvarra e Guarino Guarini.

Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, 14° tappa – I GPM

km 30.5 – La Serra – m 586 (3» cat.)
km 95 – Alpe Noveis – m 1099 (1» cat.)
km 122.4 – Bielmonte – m 1482 (2» cat.)
km 164 – OROPA – m 1142 (arrivo – 1» cat.)

La salita di Alpe Noveis
La salita di Alpe Noveis
La salita di Bielmonte
La salita di Bielmonte
La salita di Oropa
La salita di Oropa

Giro d’Italia 2014 Agliè Oropa, 14° tappa – La storia

L’arrivo ad Oropa è la seconda dedica a Marco Pantani di questo Giro d’Italia. La salita di Oropa è legata ad una delle imprese mitiche del Pirata, nel Giro del ’99. Pantani rimase appiedato all’inizio della salita per un salto di catena e da lì dette l’avvio ad una incredibile serie di sorpassi per rimontare tutto il gruppo ed andarsene da solo.

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