Nibali, una tappa pazza

Chi si aspettava una tappa con una fuga di 120 km di Vincenzo Nibali? E’ lo stesso campione della Astana a definirsi “un po’ pazzo” dopo aver sfiorato il successo di tappa e aver conquistato la maglia gialla nella sesta tappa del Giro del Delfinato a Villars de Lans. 

L’attacco così da lontano è nato dalla delusione per la tappa di ieri: “Ma francamente ceravo più la vittoria di tappa che la maglia gialla” spiega Nibali, che poi aggiunge “Ho detto a Scarponi che mi sarebbe piaciuto provare da lontano e mi ha risposto che ero pazzo”.

Invece la pazzia è riuscita, anche se non è arrivata la vittoria di tappa, sfuggita per mano di Rui Costa quando ormai sembrava a portata di mano: “La tappa è andata bene, ho trovato una buona collaborazione con Valverde, Martin, Rui Costa e Gallopin, grandi corridori che avevano i miei stessi interessi” così Nibali snocciola la sua fuga “Non facevo una fuga così lunga dalle categorie giovanili. Ma volevo farmi perdonare per la brutta tappa di ieri. Le gambe non hanno risposto come volevo e quando la Sky ha aumentato il ritmo ho scelto di lasciarli andare. Ho anche sofferto un po’ le allergie.”

Questa giornata tutta al’attacco per Nibali fa comunque parte del suo programma di avvicinamento al Tour de France: “Avevo bisogno di una tappa così perchè non correvo dal Romandia, che è stato a fine aprile, dopo una prima parte di stagione che non è andata come volevo. Ho fatto un bel blocco di allenamenti a Tenerife e sono venuto qui al Delfinato in cerca di risposte. Ieri non le ho avute, per questo oggi sono andato all’attacco. Ma so per esperienza che non è l’ideale avere una buona condizione al Delfinato“.

Ora però con la maglia gialla sulle spalle Nibali dovrà per forza di cose provare a portare a casa il risultato: “Qualche anno fa mi sono reso conto che nessun italiano ha mai vinto il Delfinato. Potrebbe essere qualcosa di speciale per me ma preferisco rimanere con i piedi per terra. Le prossime due tappe saranno molto dure”.

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