Vuelta Espana 2014, il pagellone

A conclusione di una grande Vuelta Espana 2014, ecco i nostri voti e le nostre considerazioni sui protagonisti della corsa!

Contador all'attacco
Contador all’attacco

Alberto Contador – Due mesi fa era in un ospedale con una tibia appena fratturata e il Tour finito prima di arrivare alla prima montagna. Da depressione assoluta. Invece si è rimesso in piedi ed ha ritrovato una condizione magica a tempo di record. Ha fatto un po’ di fatica nelle primissime tappe, ma non ha mai avuto passaggi a vuoto. Quello che stupisce di Contador è soprattutto la concentrazione, la determinazione, la forza mentale, la voglia di crederci sempre, di ricostruire subito anche nei momenti più difficili. Lo si è visto bene all’inizio, quando pur arrivando da un grave infortunio e con poche certezze ha corso senza mai mollare un centimetro in nessuna tappa. Poi una grande crono, due prestazioni da padrone nelle due tappe regine e una gestione della corsa che ha fatto passare inosservate alcune lacune della squadra. Crediamo che sia una vittoria che resterà nella storia del ciclismo. VOTO 10

Froome all'inseguimento di Fabio Aru
Froome all’inseguimento di Fabio Aru

Fabio Aru – Dopo Contador è lui il vero vincitore della Vuelta Espana 2014 e non lo diciamo certo per nazionalismo. Confermarsi ad altissimi livelli in due grandi giri nella stessa stagione non era facile. L’ha fatto in un contesto di altissimo livello, con la lucidità e la personalità del campione. Il presente e il futuro sono suoi: crediamo che già nella prossima stagione potrà puntare alla maglia rosa. VOTO 9

Chris Froome – Dopo l’infortunio del Tour abbiamo ritrovato un bel Froome, soprattutto nei due tapponi di Farrapona e Ancares, pur persi al cospetto di Contador. Non era così scontato rivedere un Froome competitivo, perchè la mazzata del Tour era stata pesante. Froome ha corso alcune belle tappe, tra alti e bassi. Ma quello che resta della sua Vuelta è anche il non aver mai dato l’impressione di essere dentro la corsa come lo è stato invece fin da subito Contador. Pensiamo che la differenza sia stata soprattutto la testa, quella voglia di rialzarsi subito, quella concentrazione e determinazione che in Froome sembra un po’ intermittente. VOTO 8

John Degenkolb – Quattro volate in tappe diverse, superpiatte o ondulate. Una conferma della forza del tedesco e della crescita qualitativa della squadra. In salita lo si è visto molto competitivo: è una delle minacce più serie uscite dalla Vuelta in prospettiva Mondiali. VOTO 8

Valverde e Contador
Valverde e Contador

Alejandro Valverde – Arriva la Vuelta Espana e si ritrova il miglior Valverde. Partito in sotto’ordine a Quintana, si carica la squadra sulle spalle dopo il ritiro del colombiano. Ha sofferto molto i due tapponi della corsa, ma nelle altre frazioni più tagliate per lui è sempre andato fortissimo. Con una tappa e il podio ha ottenuto il massimo risultato possibile. VOTO 8

Nacer Bouhanni – Due grandi vittorie. Anche se Degenkolb ha vinto di più, Bouhanni ha espresso probabilmente gli spunti veloci più irresistibili. Ha sorpreso nella tappa vinta da Navarro, quinto in un finale davvero duro, abbastanza per metterlo tra i jolly per la sfida Mondiale. Pensiamo però che avrebbe fatto bene a correre qualche tappa in più invece di ritirarsi e litigare con Madiot. VOTO 7.5

Joaquim Rodriguez – Ancora una volta è lui a rimanere con le mani più vuote di tutti. Nessuna tappa, niente podio, anche se il quarto posto è un bel risultato visto il livello altissimo della corsa. Ma è mancato il Purito in grado di infiammare le rampe più dure. Di tappe adatte alle sue doti di scattista ce n’erano molte, ma in nessuna si è vista una fiammata da vero Purito. Forse le tante cadute di questa difficile stagione hanno lasciato qualche segno. VOTO 7

Cadel Evans – Subito fuori classifica, cerca di aiutare un buon Samuel Sanchez come un gregario qualsiasi. Potrebbe essere stata la sua ultima corsa a tappe della carriera. Comunque un grande. VOTO 6

Peter Sagan – Un terzo e un quarto posto, un po’ poco per uno come lui. Ma arrivare al Mondiale senza le luci della ribalta potrebbe fargli bene. VOTO 5

Philippe Gilbert – Tra gli uomini da Mondiale è stato il più deludente. Se sarà stata pretattica o davvero non è in condizione lo scopriremo tra due settimane. VOTO 5

Thibaut Pinot – Fa una decina di tappe, arriva sempre tra gli ultimi. Forse gli conveniva stare a casa e continuare i festeggiamenti per il podio del Tour de France . VOTO 4

Carlos Betancur – Ok, in questa stagione ha avuto dei problemi fisici, ma in qualche tappa poteva, non diciamo fare un risultato o andare in fuga, ma almeno provare a fare qualche km senza essere tra gli ultimi dieci del gruppo. VOTO 3.

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