Chris Froome: Essere qui significa molto

Più forte degli avversari, delle critiche, degli insulti e delle insinuazioni. Chris Froome ha fatto suo il Tour de France 2015, il secondo della sua carriera, in maniera meno netta e più faticosa rispetto a due anni fa, soprattutto se si pensa allo strapotere che aveva evidenziato nella prima tappa di montagna. E’ lì, a Pierre Saint Martin, e nella tappa olandese segnata dai ventagli, che Froome ha costruito la sua seconda maglia gialla, difendendola poi nel finale quando, troppo tardi, Quintana ha capito di poterlo mettere in difficoltà. 

Froome aspettava questo momento da due anni. Due anni sofferti, con le cadute e gli infortuni dello scorso Tour, la sconfitta subita da Contador alla Vuelta, e qualche alto e basso nell’avvio di questa stagione. Una vittoria che ha radici lontane, dunque, come ha raccontato Froome nella conferenza stampa post corsa: “Volevo questa maglia, l’ho sempre onorata ogni giorno che l’ho portata” ha spiegato il campione della Sky “Sono successe tante cose da quando siamo partiti in Olanda, è stato un lungo cammino, passo dopo passo. E’ stato molto stressante, abbiamo dovuto combattere in bici e giù dalla bici. Ma ora sto meglio perchè volevo questa immagine sul podio. E’ per questo che ogni mattina mi sveglio per andarmi ad allenare. Non saprei dire se questa vittoria è meglio dell’altra, vincere il Tour de France una volta è incredibile, essere qui per la seconda significa molto per me”.

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