Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese

Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese, 8° tappa

Sabato 16 maggio, 186 km

E’ la tappa più dura della prima metà di Giro d’Italia. La discesa al sud volge già quasi al termine con l’ottava tappa, da Fiuggi a Campitello Matese, dal Lazio al Molise. L’arrivo in salita molisano darà una misura attendibile dei valori in campo e ci dirà quali corridori saranno pronti a giocarsi i posti da podio nei prossimi tapponi di montagna.

Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese – Il percorso

Giro d'Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese, altimetria
Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese, altimetria

Salite e continui saliscendi in questa bella tappa appenninica che va dalla Ciociaria a alle montagne molisane. La partenza è da Fiuggi e subito il percorso comincia a muoversi nei primi km ciociari con la salitella verso Veroli. Dopo una cinquantina di km, a Sora, inizia la lunga salita verso la Forca d’Acero, un’ascesa che si prolungherà per una trentina di km al 4%. Allo scollinamento siamo in Abruzzo. Altri saliscendi portano verso Isernia, a 37 km dall’arrivo. Siamo ormai nella fase di avvicinamento alla salita finale, che misura 13 km. E’ un salita regolare, con strada sempre piuttosto larga e pendenze tra il 6 e l’8%, con qualche breve e rara puntina sopra il 10%. La pendenza media sfiora il 7%, il punto più duro è a circa 5 km dall’arrivo. La salita termina a 700 metri dall’arrivo, dove una breve discesa porta verso il traguardo di Campitello Matese.

Giro d'Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese, planimetria
Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese, planimetria

E’ una tappa impegnativa, non un vero tappone, ma un test molto importante per capire come si potrà svolgere la corsa da qui in poi. I corridori da classifica capiranno quale è il proprio posto e il proprio possibile obiettivo in vista della seconda parte di Giro.

La salita di Campitello Matese
La salita di Campitello Matese

Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese – Il territorio

Lasciata Fiuggi, sede d’arrivo di ieri, il primo paese che incontriamo è Alatri. E’ una delle città saturnie, così dette perchè il mito ne attribuisce la fondazione a Saturno. Le sue mura poligonali sono imponenti e proteggono l’acropoli, oggi un bel parco alberato in cui sorge il Duomo. Nella parte bassa di Alatri si concentrano gli edifici medioevali, tra cui la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore.

Pochi km più avanti, nel comune di Veroli, si trova l’Abbazia di Casamari. Consacrata nel 1217 è un modello di riferimento dell’architettura gotica cistercense che ha ispirato diverse altre costruzioni. Oggi l’Abbazia è un centro spirituale e culturale, con un osservatorio meteo sismico, un’importante biblioteca, attività di produzione di medicinali e liquori, prodotti agricoli e artigianali.

Superata la salita di Forca d’Acero siamo per qualche km nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, inaugurato fin dal 1922 ed oggi esteso anche a zone limitrofe di Lazio e Molise. La zona di Isernia era abitata dai Pentri, una delle quattro genti dei Sanniti. L’antica AEsernia sannita fu colonizzata dai romani nel 23 AC. diventando un rilevante nodo di comunicazione. Isernia fu più volte distrutta da terremoti e incursioni saracene. Tra i suoi monumenti più importanti è la Fontana della Fraterna che presenta un portico a sei archi.

Campitello sorge su un pianoro del massiccio del Matese. E’ la più importante stazione di sport invernali molisana e una delle più importanti di tutto l’Appennino. La sua esplosione come sede turistica è avvenuta negli anni settanta.

Giro d’Italia 2015 Fiuggi Campitello Matese – La storia

Campitello Matese è un arrivo in salita ormai tra i più classici dell’Appennino Meridionale. Il Giro d’Italia è arrivato qui già sei volte. La prima volta fu nel 1969 con la vittoria di Carlo Chiappano, poi diventato uno dei migliori Ds negli anni successivi, guidando anche Beppe Saronni. Nel 1982 l’arrivo di Campitello Matese regalò la maglia rosa a Bernard Hinault, che qui staccò Moser vincendo la tappa e strappandogli la testa della classifica. Nell’88 Franco Chioccioli staccò l’americano Hampsten che poi avrebbe vinto quel Giro, il famoso Giro del Gavia. Ricordiamo anche la vittoria della meteora rosa Berzin nel ’94, in una tappa che per la prima volta vide il giovane Marco Pantani duellare con i più forti. Vent’anni fa, e pensare che quel giorno quarto arrivò Davide Rebellin che sta ancora pedalando. L’ultima volta del Giro d’Italia a Campitello Matese è stata nel 2002: vittoria di Simoni dopo un acceso duello con Casagrande, ma presto dimenticata visto che il giorno dopo il campione trentino fu costretto a non ripartire dopo una positività alla cocaina.

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