Stelvio, le polemiche il giorno dopo

Purtroppo non si placano le polemiche per quanto accaduto ieri nella discesa dello Stelvio, ad avvelenare una tappa in cui tutti i corridori avrebbero meritato solo applausi. Si parla ancora della comunicazione diramata da Radio Corsa subito prima di arrivare, sotto una bufera di neve, al Gpm dello Stelvio. Questa comunicazione segnala che nella discesa saranno piazzate delle moto con bandierina rossa alzata davanti ai vari gruppetti per agevolare i corridori, senza enunciare mai la parola neutralizzazione. Intanto su Twitter, anche sull’account ufficiale del Giro, passa un messaggio che parla di neutralizzazione, che però viene poco dopo corretto. Ma la voce ufficiale che deve essere seguita in corsa è Radio Corsa e non certo Twitter.

Cosa succede poi? Alcuni Ds hanno interpretato il messaggio come una neutralizzazione della discesa, consigliando così ai loro corridori di fermarsi in cima allo Stelvio a cambiarsi. Tra gli altri si ferma anche la maglia rosa Rigoberto Uran. Chi non si ferma è invece Nairo Quintana, insieme anche a Rolland e Hesjedal. In discesa si formano dunque diversi gruppetti, con delle moto con la famosa bandierina rossa davanti. Anche Quintana, Rolland e Hesjedal seguono la moto nei primi km di discesa, come si può vedere nell’immagine in alto, poi dopo circa 6-7 km la superano e vanno via. Intanto Uran è nel gruppo più dietro, con i corridori che si sono fermati a cambiarsi in cima allo Stelvio, che segue la rispettiva moto senza preoccuparsi del fatto che Quintana è più avanti.

Così in fondo alla lunga discesa Quintana e gli altri fuggitivi hanno più di un minuto di vantaggio, che poi aumenterà considerevolmente sulla salita finale.

Nei clan Omega, BMC, Tinkoff c’è grande disappunto. Ma in serata l’organizzazione del Giro d’Italia comunica quanto segue: “Preso atto delle ulteriori registrazioni audio relative alle indicazioni trasmesse da radio corsa ai direttori sportivi durante la tappa odierna, la Direzione del Giro d’Italia tiene a precisare che è stata data una non corretta interpretazione rispetto a quanto indicato dalla Direzione stessa. Si precisa e ribadisce che l’intenzione era di garantire la massima sicurezza dei concorrenti, durante il primo tratto di discesa (6 tornanti pari a circa 1500 metri) del Passo dello Stelvio, che presentava tratti con nuvole basse e nebbia che limitavano la visibilità e quindi la sicurezza. Si precisa inoltre che ne Radio Corsa ne tanto meno la Direzione del Giro si sono mai espresse in termini di neutralizzazione della discesa o parte di essa”.

Ma sembra che anche questo non sia bastato a chiudere la polemica. Stamani il più furioso era Patrick Lefevere, Team manager della Omega dell’ex maglia rosa Rigoberto Uran: “Il signor Mauro Vegni deve andare a casa dopo la Sanremo dell’anno passato, il Giro dell’anno passato e questo Giro” ha tuonato il manager belga “Abbiamo le prove che in cima allo Stelvio la radio ha detto che ci sarebbero state delle moto con bandiera rossa durante la discesa e che in fondo ogni gruppo avrebbe ricominciato con le differenze che c’erano in cima”.

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