Amstel 2015, le interviste

Ecco il giro di interviste al termine dell’Amstel Gold Race 2015.

Michal Kwiatkowski: “Questo è un grande giorno per me, il duro lavoro ha pagato. Sono davvero grato ai miei compagni di squadra, mi hanno sempre tenuto nelle prime venti posizioni. Ho potuto rilassarsi tutto il giorno. La fuga con Tony Martin è stata fondamentale per me. Naturalmente ho sofferto. La penultima volta che abbiamo fatto il Cauberg ho detto a Gianni Meersman che non mi sentivo così bene. Ma mi ha detto subito che tutti stavano soffrendo in questa corsa. Questo mi ha dato tante motivazioni. Gli sono grato per aver creduto in me fino all’ultimo momento. In bicicletta non si sa mai cosa aspettarsi da chi hai intorno. A volte ti guardi intorno e sembra che nessuno soffra, ma non si conosce la verità fino all’ultima accelerazione importante. Per la volata sono rimasto un po’ in scia a respirare, era importante recuperare dallo sforzo fatto sul Cauberg. Ho recuperato un po’ di forze prima di sprintare e vincere.

E’ speciale vincere qui, nella prima classica delle Ardenne. La Etixx è andata molto forte in questo inizio di stagione, ma abbiamo avuto un po’ di sfortuna, per esempio con l’infortunio di Boonen. Ma avevamo ancora delle carte da giocare. Tutta la squadra è felice per il podio al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix, perché abbiamo fatto del nostro meglio in queste corse. Oggi abbiamo fatto lo stesso tipo di sforzo e sono ora in cima al podio. Abbiamo ottenuto il successo che stavamo cercando. Di sicuro vincere l’Amstel Gold Race in maglia iridata significa molto per me e per la squadra, ed è un altro esempio di quanto siamo forti come collettivo. Vincere qui era il mio obiettivo, non riesco a descrivere le mie emozioni. E’ davvero una grande cosa per me a questo punto della mia carriera. Stasera faremo festa, poi guarderemo al resto delle classiche delle Ardenne con grande morale”.

Michael Matthews: “Per il mio primo tentativo all’Amstel Gold Race direi sono contento del risultato. Sono contento di come ho corso, peccato non aver vinto, ma ho dato tutto. Ho usato un sacco di energie per resistere dietro a Gilbert sul Cauberg. Ho pensato che superata la salita saremmo andati, ma il gruppo era troppo numeroso ed è riuscito a rientrare. Speravo di essere da solo con Gilbert nel finale, in quella situazione ero molto fiducioso”

Alejandro Valverde: “Penso di non dovermi rimproverare nulla. Finire secondo con un finale più aperto di quando si arrivava sul Cauberg, in un arrivo di gruppo e dopo tutto il lavoro che ha fatto la squadra… non si può chiedere di più alla fine. Ho dovuto cambiare la bicicletta, un corridore MTN mi ha colpito rompendomi il cambio. La corsa era già lanciata ma con la squadra non è stato un problema rientrare. Penso che sono entrato molto bene sul Cauberg, ma dopo la curva c’è stato un rallentamento e da dietro mi hanno superato. MI sono detto “ancora una volta, sempre la stessa cosa’, ma per fortuna anche se quando è partito Gilbert ho visto che stava andando via, ho avuto delle buone gambe e come ho visto un posto dove passare mi sono fatto largo. Quando sono tornato su Gilbert e Matthews ho provato a vedere se si guardavano ma non mi hanno lasciato spazio. Penso di essere stato tra i più forti, ho fatto un secondo posto, cercando di vincere e in questo senso dobbiamo essere felici. Per me la Liegi è la prova delle tre dove ho più possibilità, ma naturalmente non escludo nulla per la Freccia. Con il nuovo percorso penso che cambierà tutta la gara. Penso che ci sono molti corridori ad alto livello, non ho visto uno che si distingue”.

Rui Costa: “Oggi ho avuto buone sensazioni e, ben spalleggiato dai miei compagni, ho potuto affrontare al meglio tutte le insidie del percorso: in una gara dal tracciato complicato come l’Amstel Gold Race, questo è un fattore molto importante. Peccato per la scivolata prima della salita delle Antenne, che mi ha costretto a spendere energie per rientrare in gruppo: nell’imbocco di una strettoia, due corridori che mi precedevano sono caduti e, pur riuscendo a schivare il primo, non ho potuto fare nulla per evitare il secondo. Non ho avuto conseguenze fisiche e sono riuscito comunque a riagganciarmi al gruppo e a risalire fino alle posizioni di testa per affrontare i chilometri finali. Non c’è stata grande selezione, lo scatto di Gilbert è stato deciso ma non risolutivo e di conseguenza il gruppetto con il quale ho scollinato il Cauberg è riuscito a rientrare sul belga.
Sapevo di avere ancora forze per disputare una buona volata, purtroppo in fase di impostazione mi sono trovato un po’ chiuso e ho dovuto frenare, perdendo una frazione di secondo che, probabilmente, mi è costata il podio, che sarebbe stato un gran risultato.  Il quarto posto è comunque un riscontro molto valido per la mia prestazione, considerando anche il valore degli avversari, e un ottimo modo per iniziare una settimana importante”.

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